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Domenica 5 settembre 2010 ritorna la "Giornata dell'Autonomia" e la Provincia festeggia la ricorrenza aprendo le proprie porte alla comunità. Nella giornata che ricorda la firma dell'Accordo di Parigi fra Alcide De Gasperi e Karl Gruber (1946), si concentrano momenti, incontri ed occasioni che consentiranno di riflettere sui contenuti, sulla storia e sulle prospettive future della nostra autonomia speciale, in un'epoca come quella attuale in cui assistiamo ad attacchi che mettono in discussione una prerogativa che ha invece solide basi storiche, sociali, culturali ed etiche.
Il programma della giornata prevede alle 17 l'inaugurazione negli spazi espositivi di Torre Vanga della mostra fotografica "AUTONOMAmente 2010" coordinata dal fotografo Piero Cavagna (vedi scheda sotto).
Alle 18, in Sala Depero presso il palazzo della Provincia in Piazza Dante, è previsto il momento istituzionale con gli interventi ufficiali del Presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, del Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento Giovanni Kessler e del Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali Marino Simoni.
Nell'ambito della cerimonia in Sala Depero saranno premiati i vincitori del Primo Concorso "Il Cittadino europeo - Olimpiade del Cittadino europeo. Dalla Costituzione italiana alla Costituzione europea attraverso le Autonomie locali", indetto dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento e aperto agli studenti degli istituti superiori del Trentino.
Verranno poi consegnate i riconoscimenti e le onorificenze per la valorizzazione dell'autonomia provinciale, così come previsto dalla legge provinciale n. 13 del 2008.
La parte conclusiva Dellai cerimonia ufficiale sarà dedicata alla proclamazione del vincitore del Premio Internazionale Alcide De Gasperi - Costruttori d'Europa".
Al termine della cerimonia ufficiale si apriranno le "porte" del palazzo della Provincia, che rimarrà a disposizione della comunità fino alle 22. (m.n.)
Sette fotografi si confrontano con il tema dell'Autonomia
nella mostra fotografica AUTONOMAmente
Sette declinazioni dell'Autonomia. Sette declinazioni improprie, dato che si parla di Autonomia per metafora. Sette variazioni fotografiche sui temi di Comunità e Confini che di ogni Autonomia sono linfa vitale.
I primi sette lavori di questo progetto, che si pone l'obiettivo di dare corpo ed immagini ad un’idea di Autonomia e che è coordinato da Piero Cavagna, non vogliono però essere solo una riflessione fotografica ma provare anche a diventare stimolo di un dibattito, muovere idee, aiutare a capire. Toccano infatti temi ed argomenti che le celebrazioni ufficiali normalmente non affrontano o lo fanno solo di striscio.
Ci sono i Ponti di Gianni Zotta, simboli delle infinite possibilità di superamento dei confini e di comunicazione tra Comunità. Luoghi sospesi, metafora d’aria che chiedono solo la fatica di essere voluti, costruiti ed attraversati.
Ci sono le Comunità nella Comunità di Matteo Rensi, quelle tenute insieme da un’identica passione, dalla fede, dalla speranza, dalla solidarietà, dall’impegno che sono tanti piccoli valori che definiscono il valore aggiunto di ogni collettività
C’è la Comunità dell’Italcementi fotografata da Anna da Sacco, singolo paradosso di non-Comunità solitaria che abita un non-luogo, vicino e lontano, visibile ed invisibile.
C’è il Confine/Frontiera tra i paesi di Tret e St.Felix nell’alta valle di Non, le orme degli antropologi americani Wolf e Cole su cui Stefano Rubini si incammina per ridefinire il senso di due popolazioni
C’è la Geografia di Giulio Malfer, quella che ha per coordinate gli alpinisti trentini, una comunità che ha saputo ridefinire il senso della parola confini
Ci sono i Muri di Piero Cavagna, antichi dei conventi dei frati francescani e cappuccini di Trento, alti e resistenti a cinta di una comunità completamente autonoma. Sassi e malta ben visibili che non impedivano e non impediscono contatti e comunicazione. Diversi dai muri che oggi costruiamo ogni giorno intorno ad ognuno di noi, invisibili e senza alcuna porta.
Ci sono poi le Montagne di Unterveger, di Giuseppe Garbari e dei Fratelli Pedrotti, il limite fisico di un Trentino che, per loro, non è mai diventato confine culturale ed umano.
Alla base di tutto il progetto un’idea di Autonomia oggi più che mai Frontiera. Nel senso anglosassone del termine: non limite entro cui rinchiudersi ma punto di partenza per riscoprire possibilità e potenzialità, luogo da cui far ripartire speranze e futuro.
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