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"ArcheoLogos" è un invito a conoscere e a scoprire la storia più antica e meno nota del Trentino, quella degli archeologi della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento, che nel corso dell’estate proporranno agli appassionati di ogni età un ricco calendario di attività. Oggi la presentazione, nello spazio archeologico sotterraneo del SASS, con l'assessore provinciale alla cultura, rapporti europei e cooperazione Franco Panizza, il soprintendente per i Beni librari, archivistici e archeologici Livio Cristofolini e Franco Nicolis, nonché rappresentanti e amministratori degli enti coinvolti.
"Il Trentino possiede un'ottima offerta archeologica - sono state le parole dell'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza - che, in più, è basata su una rete virtuosa e produttiva fra tutti i soggetti del territorio. La proposta di ArcheoLogos, anche quest'anno, è articolata e accattivante, studiata proprio per stimolare la conoscenza attraverso un linguaggio fruibile e appuntamenti divertenti ed interessanti, che ci aiutano a scoprire la nostra storia più antica".
"Le iniziative voglio dare visibilità al lavoro scientifico degli archeologici sul territorio - ha aggiunto il soprintendente Cristofolini - e valorizzare non solo le aree archeologiche del Trentino ma anche i luoghi della cultura, come il Museo retico di Sanzeno o il Museo dell'Alto Garda, rivolgendosi a residenti, ospiti e turisti".
Come illustrato da Nicolis, funzionario della Soprintendenza, sono oltre quaranta gli appuntamenti anche quest’anno raccolti nella pubblicazione “ArcheoLogos – parole sull’antico”. Si va dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle palafitte di Fiavè. Assieme agli archeologi e grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, bambini, ragazzi e adulti potranno compiere un vero e proprio viaggio nel tempo per capire come vivevano i nostri antenati nell’antichità.
Teatro delle iniziative sono il Museo Retico e alcuni siti archeologici fra i più importanti del Trentino, custodi delle tracce e delle memorie del passato, che in queste occasioni diventano luoghi di incontro e di svago in un’ambientazione di particolare fascino.
La Tridentum romana
Sta destando interesse fra i visitatori del S.A.S.S., lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas a Trento, il video 3D “Dentro Trento”, un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo che grazie alla realtà virtuale permette di immergersi nella Trento di duemila anni fa e percorrerne le strade, visitare le botteghe artigiane ed entrare perfino negli ambienti domestici di una domus. Grazie agli “effetti speciali” è possibile vedere il sovrapporsi attraverso i secoli dei differenti elementi urbanistici fino alla città odierna.
Per gli appassionati di musica classica tornano sull’antica strada romana i tradizionali concerti nell’ambito del Festival Risonanze Armoniche, che giunge quest’anno alla nona edizione. Tre serate con ingresso gratuito (il 14, 20 e 27 luglio, ore 20.45) di grande atmosfera per il contesto che le ospita e per la bravura degli esecutori.
A partire da settembre verrà riproposto, in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino, “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana. Il sito farà inoltre da sfondo a due divertenti spettacoli teatrali, il 18 settembre “Facciamo che io ero… il gioco al tempo dei Romani” e il 15 ottobre “L’amore al tempo dei Romani”, divertente e scanzonato viaggio nell’epoca di Plauto a cura di Trento Spettacoli.
Le immagini di Elena Munerati al S.A.S.S.
“In viaggio verso l’ignoto. L’archeologia fotografata da Elena Munerati” è il titolo della mostra che sarà visitabile al S.A.S.S. dal 17 settembre al 28 novembre 2010. Si tratta dello straordinario lavoro che la fotografa trentina Elena Munerati ha dedicato al tema dell’archeologia. Oltre 50 immagini in bianco e nero raccontano, attraverso un lungo percorso artistico, una personale visione delle antiche testimonianze dell’uomo. Scatti imprevisti e originali al di là del soggetto, da cui emergono una spiccata sensibilità nel catturare dettagli inediti, uno sguardo ricco di intensità e di profonda poesia. Un viaggio verso l’ignoto, in un passato che l’obiettivo di Elena Munerati rende sorprendentemente contemporaneo.
Il Museo Retico di Sanzeno
Il Museo Retico - Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “pozzo del tempo” e alle visite guidate tematiche, offre laboratori per grandi e piccini. E’ rivolto a tutta la famiglia l’appuntamento del 22 luglio “Ferro, fuoco e scintille” dedicato alla lavorazione del ferro e tenuto dal fabbro Alessandro Ervas. L’arte della tessitura è la protagonista del laboratorio del 29 luglio “Tingere, tessere, filare”, mentre il 24 agosto sarà la volta di “Macinare, cuocere impastare” (entrambi i laboratori per bambini dai 6 anni).
Prendono invece spunto dalle favole di Fedro e Esopo “Animali da favola al museo. C’era una volta una volpe…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi a cura di Trento Spettacoli in scena il 17 luglio e il 7 agosto. Appuntamento con la musica il 4 agosto con “La zattera di Ulisse” melodie e testi di autori del Mediterraneo eseguite dal Gruppo Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, violoncello e tastiera. Serata archeologica il 19 agosto con “Arte delle situle: riproduzione sperimentale di una situla istoriata” a cura di Stefano Buson del Museo Nazionale d’Este.
Acqua Fredda al Passo del Redebus
Spostandoci in un’altra zona del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa. Gli archeologi hanno riportato alla luce una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino. Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i segreti della lavorazione dei metalli, vedere gli archeotecnici realizzare dal vivo uno strumento in metallo e visitare la vicina riserva naturale (il 25 giugno, 6 agosto, 26 settembre). E ancora cimentarsi in prima persona nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza (9 luglio e 3 settembre), partecipare all’escursione “C’era una volta nella valle incantata…” con visita alla miniera di Palù del Fersina e al sito archeologico di Montesei di Serso (il 29 luglio) e assistere a “Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata… Le meraviglie di Vulcano”, un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato al mito di Vulcano (il 23 luglio e il 20 agosto).
Caccia al tesoro alle palafitte di Fiavè
Bambini e famiglie saranno protagonisti anche a Fiavè, dove presso il famoso sito delle palafitte torna “Ma come facevano a fare? Cerca e Ricerca, Trova e Sperimenta”. La formula è quella di un'avvincente caccia al tesoro sulle tracce degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria. Tre gli appuntamenti: quello del 30 giugno sarà dedicato alla filatura della lana e alla preparazione delle fusaiole, il 28 luglio i partecipanti prepareranno il burro con l’utilizzo di frullini in legno come quelli usati dagli abitanti delle palafitte, mentre il 18 agosto potranno cimentarsi nella produzione di stampi di fusione in argilla per la realizzazione di oggetti in metallo.
Inediti reperti in mostra al Museo Riva del Garda
Presso il Museo Riva del Garda, che custodisce una vasta e significativa sezione archeologica curata dalla Soprintendenza, sarà visitabile dal 9 luglio al 1 novembre la mostra “La via delle anime. Sepolture di epoca romana a Riva del Garda”. Saranno esposti al pubblico per la prima volta i corredi funebri ritrovati nelle sepolture venute alla luce nel corso degli scavi archeologici effettuati negli ultimi anni lungo via Marone a Riva del Garda. Si tratta di ritrovamenti di notevole importanza che testimoniano la diffusa presenza romana nella zona dell’Alto Garda.
Tra i reperti in mostra oggetti di pregio come una coppa in lamina d’argento, uno specchio, degli orecchini in oro e smeraldo, elementi di collana in oro e pasta vitrea ed inoltre frammenti di due raffinate pissidi in argento e oro con decorazioni a rilievo. Non mancano ceramiche da mensa e da cucina deposte originariamente con offerte di cibo, oggetti d’uso quotidiano quali aghi da cucito, aghi crinali, cesoie, stili per la scrittura su cera e monete, dovuto obolo a Caronte per garantire il passaggio dell’anima oltre lo Stige. L’oggetto più suggestivo è una lamina d’oro rinvenuta arrotolata e probabilmente indossata dalla defunta come pendente con catenelle d’oro con un’iscrizione in alfabeto greco, interpretata come un’invocazione alla divinità al fine di propiziare l’amore, forse non corrisposto, dell’amato.
Al museo è inoltre ancora visitabile la mostra “Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda” che offre al visitatore un quadro della preistoria rivana attraverso la ricostruzione del paesaggio antico, della cultura materiale, delle attività economiche e tecnologiche della comunità neolitica che abitava alle falde del Monte Brione 6.500 anni fa.
La fortezza senza tempo di Monte San Martino a Lundo
Riprenderanno nel mese di luglio le indagini archeologiche sul monte di san Martino a Lundo, sulle alture che separano l’Alto Garda dalle Giudicarie e il Lomaso, dove si celano i ruderi di un antico castello, predisposto al tramonto dell’impero romano per fermare i Barbari e dimenticato dalla storia. L’attività di ricerca, sostenuta e coordinata della Soprintendenza e dal Comune di Comano Terme, è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di un tempo lontano e segni di passati poteri, civili e religiosi. Da sei anni a questa parte, l’estate, il Monte di San Martino si anima per l’arrivo di studenti e di giovani ricercatori provenienti da Università italiane (Trento, Milano, Roma, Padova) e straniere (Germania, Polonia e Grecia) per partecipare a quello che è diventato un attivo laboratorio di ricerca archeologica internazionale sull’alto medioevo alpino. A questi giovani archeologi si aggiungono i ricercatori della Kommission zur vergleichenden Archäologie römischer Alpen - und Donauländer der Bayerischen Akademie der Wissenschaften (Commissione per l’archeologia dei territori romanizzati tra le Alpi e il Danubio dell’Accademia Bavarese delle Scienze).
L’appuntamento sul Monte di San Martino è per sabato 10 luglio alle 14 dove in collaborazione con l’Apt Comano Terme si terrà “Il cavaliere e la fortezza”, un pomeriggio con spettacoli, musica e visite guidate nella suggestiva cornice dei ruderi che gli archeologi stanno riportando alla luce.
L’ultimo guerriero retico a Doss Castel
Protetto da un fitto bosco, il sito archeologico sulla sommità del Doss Castel a Fai della Paganella custodisce i resti di un villaggio retico di 2.500 anni fa. Il sito è raggiungibile dalla località Ori seguendo gli originali e colorati pannelli della “Scuola del Bosco”, realizzati grazie alla collaborazione degli alunni della scuola primaria di Fai. Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire chi erano e come vivevano i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.
E per saperne di più, il 30 luglio e il 6 agosto, il sito ospiterà “L'ultimo guerriero retico”, lettura interpretata, tratta dall’omonimo romanzo di Rosario Fichera, con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, a cui seguirà una visita guidata ai resti archeologici.
L’antico santuario di Monte San Martino a Campi di Riva
Da non confondere con l’omonimo sito di Lundo, Monte San Martino di Campi di Riva, frequentato sin dall’epoca protostorica, è uno dei siti archeologici che hanno contrassegnato la storia più antica del Trentino. La sua posizione in altura e i numerosi reperti della seconda età del Ferro hanno rivelato la pratica di riti religiosi con l’offerta di oggetti e sacrifici animali in grandi roghi votivi. In età romana sorgeva un grande santuario raggiungibile attraverso una lunga scalinata. Attorno alla fine del IV secolo d.C. la zona viene protetta da una cinta fortificata. Sorge su queste strutture una piccola chiesa forse già in epoca longobarda o carolingia (VIII-IX secolo) che, dedicata a S.Martino, perdura fino al 1750.
Il sito, situato in posizione panoramica, farà da cornice, il 24 luglio alle 16 a “Il bosco animato. Favole nel bosco dalle antiche leggende del Trentino”, spettacolo teatrale interattivo per bambini e ragazzi, a cui seguirà una visita guidata all’area archeologica.
Archeometallurgia a Luserna
A Luserna, la località Pletz von Mozze, ha restituito agli archeologi importanti evidenze di attività fusoria che testimonia il grande impatto che la produzione del metallo, in particolare quella del rame, ebbe sull’ambiente circostante. Infatti, tra il XII e l’XI secolo a.C., gli altipiani di Luserna, Vezzena e Lavarone, oltre alla vicinanza alle zone di approvvigionamento del minerale, alla disponibilità di legname e alla presenza di acqua, offrivano una rete di vie di comunicazione che consentiva il trasporto del minerale alle diverse destinazioni.
Chi desidera approfondire può partecipare, il 7 agosto alle ore 15, a Luserna in località Tezze, all’iniziativa “Metallurghi preistorici”, attività di archeologia sperimentale con l’archeometallurgo Enrico Belgrado e laboratori didattici per tutta la famiglia.
L’attività dei Servizi Educativi
Gli appuntamenti sono in gran parte curati dai Servizi Educativi della Soprintendenza, conosciuti e apprezzati anche a livello nazionale, che in oltre quindici anni di attività hanno sviluppato programmi e iniziative volte a far conoscere il notevole patrimonio di reperti e siti del Trentino. Sono quasi 15.000 gli studenti delle scuole trentine (da quelle dell’infanzia alle secondarie di secondo grado), ma anche da fuori provincia, che nel corso dell’anno scolastico appena concluso hanno partecipato alle attività proposte presso il S.A.S.S. e le aule didattiche di via Aosta a Trento, al Museo Retico a Sanzeno e presso l’area archeologica di Acqua Fredda al Passo del Redebus: percorsi e laboratori variamente articolati, dalla preistoria all'età romana, ma anche attività teatrali e uscite sul territorio. Alle proposte rivolte ai più giovani si aggiungono quelle per gli adulti coinvolti secondo le linee tracciate dai nuovi programmi comunitari nell’ambito del progetto europeo “Lifelong Museum Learning”, finalizzato all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
Informazioni
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici - Settore Beni archeologici
Via Aosta, 1 – 38122 Trento
tel. 0461 492161 - fax 0461 492160
e-mail sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
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