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Presentati in anteprima ai genitori interessati e ai medici curanti i risultati dello studio sulla presenza di metalli e porfirine nei capelli e nelle urine dei bambini della Valsugana, effettuato nell'ambito delle attività di verifica e controllo programmate dall'Azienda sanitaria in relazione alla nota questione delle emissioni delle Acciaierie Valsugana. Si tratta in assoluto, del primo studio di questo genere condotto in provincia di Trento e tra i primi in Italia. I dati, chiaramente "sensibili", vengono illustrati oggi e domani alle famiglie dei bambini sottoposti allo screening, in due distinti incontri. In termini generali, le concentrazioni delle sostanze in questione riscontrate nelle urine e nei capelli dei bambini, 58 di Borgo Valsugana (residenti nel Comune dalla nascita e quindi più esposti alle emissioni dell'acciaieria) e 44 di Caldonazzo (residenti in un'area distante dalla fonte inquinante e rappresentanti il cosiddetto "gruppo di controllo", in base al quale effettuare una comparazione dei dati), sono in linea con quelle riscontrate in altri studi condotti su popolazioni di bambini non esposti ad emissioni, riportati nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale. Anche il confronto diretto tra il gruppo degli “esposti” (bambini di Borgo) e il gruppo "di controllo" (bambini di Caldonazzo) porta alla stessa conclusione: il gruppo di Borgo non presenta concentrazioni di metalli e porfirine nelle urine e nei capelli più elevate del gruppo di Caldonazzo.
Lo studio è stato condotto dall’Unità operativa di Igiene pubblica e prevenzione ambientale e dall’Unità operativa di Assitenza primaria del Distretto Bassa Valsugana e con la collaborazione dell’Unità operativa di Igiene tossicologica e prevenzione occupazionale - Cattedra di Igiene industriale - dell'Università degli Studi di Brescia, con la quale è stato definito il protocollo operativo e condivisa l’analisi dei dati nonché l’interpretazione degli stessi. Le analisi di laboratorio, di tipo altamente specialistico e non rientranti nella comune routine, sono state eseguite dal Laboratorio dell'Università di Brescia, Dipartimento di Medicina sperimentale ed applicata.
L'obiettivo principale dello studio era com'è noto quello di verificare se la popolazione residente nel Comune di Borgo Valsugana ha un’esposizione maggiore a vari tipi di metalli, inclusi i metalli pesanti, legata alla presenza di un impianto industriale quale l'acciaieria. Nello studio in particolare sono stati ricercati 17 metalli. E' stata misurata anche la presenza nelle urine delle porfirine, sostanze prodotte dall'organismo utili in qualità di "indicatori" della presenza di altre sostanze come metalli pesanti, diossine, PCB.
L'indagine è iniziata a metà maggio ed è stata condotta su un campione della popolazione di Borgo Valsugana rappresentato da 58 bambini residenti fin dalla nascita nel comune, frequentanti le classi IV, V elementare e I media. Nella selezione del campione si sono privilegiati i bambini, perché costituiscono la quota di popolazione più “sensibile” agli effetti sanitari di sostanze contaminanti.
I valori delle misurazioni effettuate sui bambini di Borgo sono stati comparati con un gruppo di 44 bambini di Caldonazzo di analoga età (gruppo “di controllo”) per identificare un'eventuale esposizione “aggiuntiva” a sostanze contaminanti a carico della popolazione di Borgo.
La scelta del gruppo di controllo si è indirizzata sui bambini di Caldonazzo, in quanto residenti in un'area geografica molto vicina e verosimilmente del tutto simili per abitudini alimentari e stili di vita ai coetanei di Borgo, ma non esposti alle emissioni dell'impianto industriale di Borgo.
L'analisi dei risultati porta alle seguenti conclusioni, presentate oggi a Borgo e domani a Caldonazzo alle famiglie dei bambini che hanno partecipato allo screening:
- le concentrazioni dei metalli nelle urine e nei capelli dei bambini, sia di Borgo che di Caldonazzo, hanno valori in linea con i valori riscontrati in altri studi condotti su popolazioni di bambini non esposti, riportati nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale;
- a livello individuale alcuni bambini, sia a Borgo che a Caldonazzo, presentano livelli di concentrazione che superano di poco i Valori di Riferimento (V.R.). Tali valori non hanno alcun significato patologico e/o tossicologico. Anche in questi casi, infatti, i valori riscontrati nei singoli bambini sono ampiamente entro i margini di sicurezza e inferiori di vari ordini di grandezza ai Valori Limite (V.L.);
- il confronto, eseguito con metodologia statistica adeguata, tra il gruppo degli “esposti” (Borgo) e il gruppo di “controllo” (Caldonazzo) porta a concludere che il gruppo dei bambini di Borgo non presenta concentrazioni di metalli nelle urine e nei capelli più elevate del gruppo di Caldonazzo;
- anche per quanto riguarda le porfirine nelle urine, il confronto tra il gruppo degli “esposti” e il gruppo di “controllo” dimostra che il gruppo dei bambini di Borgo non presenta concentrazioni di porfirine nelle urine più elevate del gruppo di controllo. Per le porfirine, sia considerate come porfirine totali che per singolo omologo, non esistono differenze statisticamente significative tra i due gruppi.
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