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La Giunta provinciale ha esaminato nella seduta odierna un disegno di legge in materia di servizi pubblici di rilevanza economica che interviene sulla disciplina provinciale esistente riformandola parzialmente.
L’intervento si è reso necessario in seguito all’entrata in vigore della nuova disciplina nazionale in materia che ha conosciuto l’onore delle cronache per il dibattito riguardante il tema della cosiddetta “privatizzazione dell’acqua” ma che riguarda anche altri importanti servizi pubblici quali ad esempio la gestione dei rifiuti, il servizio di fognatura e di depurazione delle acque, la gestione di impianti sportivi e il trasporto.
La disciplina nazionale ha quasi precluso la possibilità per i comuni di gestire direttamente questi servizi obbligando l’affidamento della gestione ad una impresa esterna scelta con gara.
Il disegno di legge esaminato oggi dalla Giunta, in considerazione delle peculiarità che caratterizzano il territorio trentino, vuole invece garantire ai comuni, singoli o associati, la libertà di scegliere se produrre direttamente i propri servizi o se affidarli ad altri soggetti.
Il disegno di legge interviene anche sul procedimento di riorganizzazione del servizio pubblico di acquedotto previsto dalla riforma istituzionale che individua la comunità di valle quale ente di riferimento per la gestione del servizio, garantendo la possibilità per i comuni di gestire direttamente il servizio purché nel rispetto di parametri che saranno individuati dalla Giunta provinciale al fine di assicurare ai cittadini un’adeguata qualità del servizio.
Con riferimento alla gestione del ciclo dei rifiuti e del servizio di depurazione delle acque si ricorda invece che esistono già ambiti territoriali di gestione intercomunali e che, pertanto, con riferimento a questi servizi il disegno di legge interviene solo sulla scelta della modalità di gestione e non sull'organizzazione territoriale del medesimo.

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