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COMUNICATO nr.1494

del 06/04/2011

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Il confronto di Informatica Trentina e Assinter Italia tra in-house e mercato
NOI, ALLE PRESE CON IL SECOLO DELL'ICT


Siamo nel XXI secolo, ma a dircelo non è un comune calendario a parete, bensì le parole dei figli della terza rivoluzione industriale, che nel loro vocabolario hanno già completamente acquisito termini quali internet, wireless, social network e via dicendo. Le società oggi non hanno più semplici pareti di mattoni, ma spazi web, sottili confini virtuali. Ed è in questo mutato scenario che la pubblica amministrazione deve evolvere le proprie relazioni con il mercato, fondare società in-house e stabilire nuovi contatti con il mondo privato delle imprese. Un esempio in tale direzione è rappresentato dalla provincia di Trento, “territorio destinato a diventare piattaforma produttiva di alta tecnologia” come ha ricordato l’assessore provinciale all'industria Alessandro Olivi.


Il settore ICT (Information Communications Technology) è di fondamentale importanza per l’economia di un paese. A spiegarlo Pierfrancesco Camussone, docente di Organizzazione e Sistemi informatici presso l’Università di Trento, durante il convegno “Le società ICT pubbliche al servizio del “sistema paese: tra promozione della società dell’informazione nei territori e sviluppo dell’innovazione nella p.a.” promosso da Assinter Italia - Associazione delle Società per l’Innovazione Tecnologica nelle Regioni - e Informatica Trentina Spa all’interno dell’area “Confronti” del Festival dell’Economia di Trento.
“Il 5,6% del Prodotto interno lordo – ha esordito Camussone - è rappresentato dal settore ICT, un quarto della spesa dell'Unione europea va alla ricerca tecnologica, il 17% di tutta l’innovazione di prodotto è relativa a questo settore e un terzo dell’innovazione di mercato è basato sulle nuove scoperte tecnologiche“. È evidente dunque, che in questo scenario le pubbliche amministrazioni devono giocare un ruolo fondamentale perché, come ha concluso Camussone: “sono chiamate a fondare società in-house vale a dire, utili strumenti con cui le aziende di un territorio possono entrare in contatto con le istituzioni pubbliche per i propri approvvigionamenti”.
Ma cerchiamo di comprendere cosa sono le società in-house e qual è il loro ruolo. “Sono in tutto quindici le società in-house presenti in Italia dedicate all’ICT – ha spiegato Alberto Daprà, presidente Assinter Italia - Hanno un fatturato complessivo di circa un miliardo di euro e migliaia di addetti altamente qualificati. Tali società hanno una rilevante tendenza ad esternalizzare i lavori, circa il 52,4% dei lavori viene affidato a terzi. Perciò danno un contributo fondamnetale all'’economia di un paese. Sono, sostanzialmente, un’articolazione della domanda della pubblica amministrazione, una sorta di cerniera tra la domanda pubblica e il mercato”.
“Va però ribadito – ha proseguito Maurizio Franzini, docente di Politica economica all’Università La Sapienza di Roma – che queste società sono completamente diverse tra di loro. Hanno fatturati, numero di addetti e capacità di stabilire profitti estremamente differenziati. Possiamo scoprire facilmente che quasi l’87% delle in-house sono inserite nel settore sanitario. Molte di esse, inoltre, si occupano di sviluppo del software e vantano una grande capacità di coordinamento. Credo, infine, sia importante notare che c’è una differenza fondamentale tra le regioni che dispongono di in-house nel settore IT e le altre perché lo sviluppo è maggiore proprio in quelle regioni che dispongono di in-house.” 
Come in Trentino, regione dotata di diverse società in-house,  tra le quali nel settore ICT spicca Informatica Trentina Spa che, come ha illustrato Clara Fresca Fantoni, direttore generale della società, ha posto in essere azioni significative estendendo collaborazioni con le altre imprese territoriali nel tentativo di stabilire una fitta rete di relazioni: “Abbiamo organizzato ventitrè iniziative atte a censire le competenze e i prodotti in Trentino e sessanta eventi di informazione e formazione condivisa. Ed è in questa direzione che vogliamo continuare per favorire la nascita di un distretto ICT in collaborazione con Trentino Network, Trento RISE e le importanti istituzioni di ricerca locali”.
La domanda pubblica infatti può favorire la crescita economica del settore High Tech (alta tecnologia). O per meglio dire “è un fattore di innesco per lo sviluppo di un’impresa” come ha esposto Giordano Tamanini, presidente della sezione servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Trento. “Si deve considerare – ha proseguito Tamanini - che molte aziende di questo settore hanno uno spirito di autonomia forte, perciò si devono cercare strumenti di collaborazione nuovi quali reti di impresa, consorzi e raggruppamenti. La domanda pubblica deve cogliere l’opportunità di svilupparsi in mercati individualizzati. Per esempio in Trentino vanno citati alcuni casi rilevanti come la Semantic Valley, il gruppo di Sicurezza Stradale Integrata e il Cluster per i Servizi Socio-Sanitari”.
Infatti, come ha poi sottolineato Roberto De Laurentis, presidente dell’associazione Artigiani e Piccole Imprese della provincia di Trento, “in Trentino ci sono 180 aziende legate all’ICT. 105 fanno parte dell’Associazione artigiani e 18 sono ora unite in un consorzio informatico, CONIT, nato con l’intento di svolgere da interfaccia con le istituzioni pubbliche”.
Le società in-house rappresentano dunque uno strumento della politica economica di un paese. “Sono – ha concluso Alessandro Olivi, assessore all’industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento – valido mezzo di modernizzazione della pubblica amministrazione.  I cittadini devono avere a disposizione nuove tecnologie ed è compito della provincia fornirgliele. Investire in ricerca e sviluppo significa investire in qualità della vita. Tra poco il Trentino disporrà di 800 chilometri di fibra ottica. Noi vogliamo immaginare una comunità trentina che accede con facilità alle ICT e ne sfrutta le potenzialità, in un territorio in grado di competere con il resto del mondo, di essere piattaforma produttiva di alta tecnologia da esportare fuori dai confini nazionali”.











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