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Il vicepresidente e assessore ai lavori pubblici Alberto Pacher – che per l'occasione era accompagnato dall'ing. Luciano Martorano, dirigente del Servizio infrastrutture stradali e ferroviarie – si è incontrato ieri nel tardo pomeriggio con il Consiglio comunale di Cles, al quale ha illustrato il progetto della nuova variante del capoluogo anaune. "Se l'obiettivo centrale di questo progetto strategico per l'intera mobilità provinciale è quello di ridurre i flussi di traffico nel centro di Cles e migliorarne quindi la vivibilità e la qualità della vita – ha detto Pacher, – è evidente che fra le due ipotesi sul tappeto, la variante est e il traforo del Faè da un lato e il traforo del Monte Peller dall'altro, solo la prima assicura il raggiungimento dei fini che ci proponiamo. Perché dobbiamo capire che le due alternative hanno scopi diversi tra di loro, sono due cose diverse"
L'assessore Pacher ha quindi assicurato l'amministrazione clesiana che quello di ieri è solo un incontro di apertura: "Tornerò, mi confronterò direttamente con la comunità, verranno approfonditi in sede di VIA tutti i problemi, tutte le criticità del progetto, ma alla fine è nostra intenzione partire con gli appalti nel 2012, inserendo via via gli stanziamenti necessari nei bilanci".
Dopo un breve intervento del sindaco di Cles Maria Pia Flaim, secondo la quale "il futuro di Cles e della Val di Non dipenderà dalle scelte viarie che verranno fatte, scelte che le comunità nonese vogliono essere chiamate a condividere", l'assessore Alberto Pacher ha contestualizzato il progetto di variante sul tappeto – in pratica lo stesso del quale s'era già parlato tre anni fa – inserendolo come "progetto strategico di rilevanza provinciale nel più ampio progetto "Metroland". "La giunta provinciale ha avviato un inizio di progettazione di un nuovo modo di intendere la mobilità provinciale, con l'obbiettivo di diminuire sostanzialmente e comunque il più possibile i tempi di spostamento, in modo da livellare le opportunità da offrire a tutti i cittadini. Non sarà più possibile che per muoversi da un punto all'altro del nostro territorio si impieghi lo stesso tempo che serve per andare da Verona a Londra, magari pagando anche di meno! Vogliamo quindi rivedere la gerarchia dei mezzi di spostamento, facendo crescere la mobilità collettiva: per far ciò occorreranno grossi investimenti e tempi molto lunghi di realizzazione. Nell'ambito del progetto Metroland, tuttavia – ha proseguito l'assessore ai lavori pubblici, – esistono alcune priorità alle quali vogliamo metter mano immediatamente, proprio perché rispondono alla filosofia del progetto più vasto. Una di queste priorità è proprio la variante di Cles".
In merito all'annosa diatriba se sia meglio realizzare una "normale" variante a est di Cles per collegarla poi alla Val di Sole con un tunnel di poco più di due chilometri nel Faè, oppure lasciar perdere la variante est e traforare direttamente il Monte Peller con un tunnel di quattro chilometri e mezzo, Pacher ha spazzato via ogni tentennamento: "I due progetti prefigurano due progetti diversi, che ottengono finalità e risultati diversi tra di loro. Se l'obiettivo della variante è quello di togliere traffico a Cles per aumentarne la vivibilità urbana, la variante Est-tunnel del Faè è la risposta più giusta; se l'obiettivo è raggiungere la Val di Sole in minor tempo, allora il traforo del Peller è l'ideale risposta da dare. Mi pare, però, che fin dall'inizio la preoccupazione centrale sia stata quella di togliere traffico a Cles e di portarlo fuori dal centro storico, mantenendo comunque i collegamenti con la Terza Sponda, con il Mezzalone e con la Bassa Val di Sole: e allora, viste anche le dimensioni dei costi, la giunta ha fatto propria l'ipotesi che prevede la variante Est e il tunnel sotto al Faè. Ciò non toglie che ne parleremo ampiamente, che ci confronteremo con le comunità, che terremo conto di tutte osservazioni, ma alla fine noi vorremmo partire al più presto con i lavori di progettazione prima e di realizzazione poi".
Anche il tema dei costi pare aggiungere valore alla scelta operata dalla giunta provinciale. Se per la sola realizzazione del tunnel del Peller sarebbero necessari 213 milioni di euro, il costo complessivo per il tunnel del Faè raggiunge la cifra di 52 milioni di euro, dei quali 6 già impiegati per il cunicolo esplorativo. Il resto della variante di Cles (variante di Cles più Dres, bretella di Tuenno, by-pass della zona Commerciale) necessita di un investimento di 78,9 milioni di euro, mentre per i lavori complementari (Interramento della ferrovia della Trento-Malé, le rettifiche della statale da Caldes al ponte di Mostizzolo più altre somme a disposizione) saranno necessari 66,2 milioni di euro.
L'illustrazione della variante da parte dell'ing. Martorano ha confermato in gran parte quanto la gente del luogo già sapeva. La variante di Cles verrà realizzata in quattro lotti: il primo lotto prevede la realizzazione della variante di Dres (con il punto critico rappresentato dallo svincolo del Castellaz) e del traforo del Faé (a senso unico e su due corsie per chi viene da Mostizzolo, mentre chi viaggia verso la Val di Sole procederà sull'attuale statale che verrà riconvertita a senso unico su due corsie, più una pista ciclabile); il secondo lotto è quello relativo alla bretella per Tuenno; il terzo riguarda la circonvallazione di Cles (3a) e lo spostamento della ferrovia della Trento Malé (3b), che verrà interrata e fatta correre parallela alla nuova sede stradale; il quarto lotto riguarda la realizzazione del by-pass alla zona commerciale e artigianale a sud di Cles. "Naturalmente l'ordine dei lotti non corrisponde all'ordine che vorremmo dare noi ai lavori – ha precisato l'assessore Pacher, su sollecitazione anche di alcuni consiglieri intervenuti al dibattito. – Anche per noi la realizzazione della circonvallazione est di Cles e lo spostamento della ferrovia devono avere la precedenza sugli altri lotti di lavori".
Lo spostamento della ferrovia comporterà l'allontanamento della stazione ferroviaria dal centro storico (e cioè dall'attuale stazione) di circa 150 metri lineari, che verranno attrezzati con un sistema di tapis roulant o di altra mobilità meccanica, mentre eventuali sbancamenti per realizzare le nuove sedi stradali saranno realizzati con gallerie artificiali che, a lavori ultimati, verranno ricoperte e quindi ricuciranno le ferite inferte al territorio rendendo possibili nuove coltivazioni.
Quella di ieri sera è stato solo un incontro di "apertura", ha sottolineato in conclusione il vicepresidente Alberto Pacher: "Torneremo quanto prima per proseguire nella discussione, aprendola anche agli interventi della società civile. Ascolteremo tutto quello che avrete da dirci e da proporci, condivideremo le scelte e, poi, si passerà alla fase realizzativa. Sono convinto, infatti, che è stato proprio l'allungarsi oltre misura dei tempi a dare origine anche alle polemiche. Ora è tempo di passare ai fatti". (m.n.)
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