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È toccato alla musica per banda suonata dai giovani e al canto di montagna in una delle sue espressioni più sofisticate chiudere le manifestazioni dell'Anno Hoferiano. Sabato pomeriggio a Rovereto, presso l'auditorium del MART, l'orchestra di Fiati del Liceo "A.Rosmini" di Rovereto ha proposto ad un folto ed attento pubblico un concerto in memoria dell'eroe della Passiria che fu protagonista nel 1809 della rivolta tirolese contro i bavaresi e i Francesi. Domenica 21 febbraio, invece, in un Palarotari gremito in ogni ordine di posto da 1.400 spettatori, il Coro Croz Corona, con "Andreas Barbòn" l'opera teatral-corale scritta da Mauro Neri e musicata da Moroder, Solera, Giavina, Lanaro e Chini, ha commosso, coinvolto e fatto riflettere il pubblico accorso, che ha potuto anche godere delle note della banda Musicale Mezzocorona e del canto del coro la Valle di Sover. "Si chiude oggi un anno importante – ha ricordato l'assessore Panizza in entrambe le occasioni, – che ha dimostrato quanto amino la loro storia, i Trentini, purché gliela si proponga con intelligenza e con creatività. È ormai giunto il tempo di dare un'anima comune all'Euregio e di lavorare convintamente per un'Europa aperta, senza confini, un'Europa delle Regioni, delle lingue e delle culture".
Sono state più di ottanta, le varie iniziative che dal febbraio del 2009 al febbraio del 2010 hanno segnato il nostro territorio nel nome della figura dell'eroe Andreas Hofer, che i Trentini hanno potuto riscoprire nelle sue cento sfaccettature. L'assessore alla cultura Franco Panizza, che dell'Anno Hoferiano in Trentino è stato l'artefice e l'ispiratore si è detto soddisfatto, prendendo la parola sabato pomeriggio nell'Auditorium "F.Melotti" del MART al Rovereto: "Non solo i Trentini hanno accolto con entusiasmo le proposte e gli eventi che le associazioni, i comuni, le filodrammatiche, i Musei ma anche gli scrittori, i poeti, gli storici hanno offerto nel corso di quest'ultimo anno, ma hanno anche saputo far tesoro di quest'Anno Hoferiano per riaprire una pagina importante della loro storia più lontana. Hanno dimostrato che, quando vien loro offerto un pacchetto di proposte intelligenti e creative, sanno amare ed apprezzare la storia. Ed è significativo che a chiudere l'Anno Hoferiano sia stata chiamata la musica: la musica per banda qui a Rovereto e il canto di montagna domenica a Mezzocorona".
L'appuntamento con i giovani Fiati del Liceo "Rosmini" di Rovereto diretti dal maestro Andrea Loss è girato attorno all'esecuzione in prima nazionale di "Mantua", il brano in onore dell'Hofer scritto da Otto M. Schwarz, in cui sono descritti gli ultimi istanti di vita del tirolese, in un equilibrio tra emozione e consapevolezza di aver ben agito nell'interesse della propria patria. In chiusura la formazione musicale ha eseguito "La Regina della Neve", una bellissima leggenda che racconta come nacquero le stelle alpine, con musica di Giuliano Moser.
E proprio la Banda Musicale Mezzocorona diretta dallo stesso maestro Giuliano Moser è stata, assieme al Coro Croz Corona, una delle protagoniste della serata di domenica al Palarotari di Mezzocorona, gremito da più di 1.400 spettatori. "La folla accorsa qui per ascoltare la musica della banda e l'opera teatral-corale Andreas Barbòn di Mauro Neri ed eseguita dal Croz Corona – ha detto l'assessore Panizza visibilmente emozionato, che era accompagnato anche dall'assessore Ugo Rossi, – è la riprova che quando si parla in modo intelligente ed equilibrato di identità e di storia, i Trentini ci sono, i trentini rispondono! E questo ci fa ben sperare sul prosieguo di quell'esperienza felice dell'Euregio che, dopo l'intesa fra le diverse istituzioni rappresentative dei tre territori, adesso deve riempirsi di contenuti, di azioni concrete, di quella condivisione dal basso che è garanzia di un futuro in crescita, nel novero di una Europa delle regioni".
Dopo quattro pezzi del repertorio del Croz Corona, fra cui spiccavano "Tornerò", canzone di Piergiorgio Rauzi dedicata all'emigrazione, e "Ninna nanna Marmoleda", che racconta la leggenda del ghiacciaio in vetta alla regina delle Dolomiti; dopo tre pezzi eseguiti dalla banda (la Marcia militare di Franz Schubert in rappresentanza del mondo tedesco di inizi '800, la francese "Pavane" di Gabriel Fauré e l'overture de "L'Italiana in Algeri" di Gioacchino Rossini per il mondo di lingua italiana), finalmente si giunti all'esecuzione in anteprima dell'opera "Andreas Barbòn. Andreas Hofer e i Trentini dell'Anno Nove", che consiste in un testo teatrale in sei quadri, ognuno dei quali è accompagnato da una canzone per coro di montagna inedita e originale.
Scritta da Mauro Neri e musicata da musicisti di fama internazionale (Giorgio Moroder, Giuseppe Solera, Riccardo Giavina, Mario Lanaro, Andrea Chini), l'opera ha messo in luce gli aspetti più "umani" e psicologici dell'eroe tirolese: il rapporto con Anna, la moglie lasciata spesso sola, ma coinvolta nell'ultima disavventura che vide l'oste di San Leonardo in Passiria arrestato in una malga della Val Passirio in cui s'era nascosto); l'idea di patria che sostenne l'entusiasmo dei molti rivoltosi del 1809; la profonda religiosità di un popolo che vide la propria tradizione minacciata dall'illuminismo laico introdotto in Tirolo dai bavaresi e dai Napoleonici; l'affetto e il ricordo sempre vivo che Andreas Hofer ebbe per i Trentini che lo ospitarono da giovane in val di Non e al passo del Ballino in Giudicarie; la lunga Via Crucis che vide l'Hofer camminare in catene da Merano a Mantova, per esservi processato e condannato a morte; e infine l'esecuzione nel prato della prigione di Porta Giulia, in frazione Cittadella di Mantova, con l'ultima delle sei canzoni dal titolo appunto di "Porta Giulia" che riassume e sintetizza i momenti salienti di una vita spesa tutta per il proprio popolo.
Con "La Luna a passo del Balìn" cantata dal coro con l'accompagnamento della Banda musicale s'è conclusa una serata che ha emozionato e soddisfatto un pubblico rimasto incatenato alle poltrone per più di due ore. La serata s'era aperta con un benvenuto in musica da parte del Coro la Valle di Sover diretto dal maestro Roberto Bazzanella, che ha eseguito due canti popolari recuperati dalla tradizione hoferiana, e con la presentazione del volume "A spasso con Andreas Hofer. 35 itinerari sulle tracce dell'oste Barbòn" di Silvia Vernaccini ("Una proposta, la mia – ha detto l'Autrice, – per andare alla scoperta delle bellezze del Tirolo storico facendosi accompagnare dagli episodi e dagli aneddoti della storia dell'Hofer"). A far cornice alla serata la Compagnia Schützen di Mezzocorona, che ha reso gli onori al ricordo dell'eroe tirolese durante l'esecuzione del canto "Porta Giulia".
"Il mio augurio – ha infine detto l'assessore Panizza, – è che, passato l'Anno Hoferiano, noi si sappia continuare a coltivare i valori e gli ideali della nostra tradizione, aggiornandoli all'epoca presente ma senza snaturarne le radici profondamente identitarie. Il nostro impegno sarà quello di far conoscere la figura di quest'eroe ai giovani e ai giovanissimi, perché saranno loro a doversi far carico del futuro della nostra terra".
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