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L'assessore al turismo Tiziano Mellarini ha partecipato, ieri sera, alla presentazione al cinema Modena di Trento del documentario "Il futuro corre sul filo" realizzato da Emmedue Videoproduction. "Un film sulla storia delle funivie, ma anche sulla situazione presente e sulle scommesse tecnologiche per il futuro non poteva che essere sostenuto da una provincia come quella del Trentino – ci ha detto l'assessore Mellarini in margine alla proiezione – che sugli impianti a fune fa conto per essere competitiva soprattutto nel corso della stagione invernale. Qui da noi c'è la storia del trasporto a fune, ma ci sono anche i centri di ricerca che guardano al futuro".
È da molto tempo, ad esempio, che da noi è stata abbracciato la scelta di potenziare tecnologicamente gli impianti per diminuirne il numero ed aumentarne la portata oraria, per essere insomma il meno impattanti possibile su un ambiente naturale che ci è invidiato in tutto il mondo. "Ed è significativo che in Trentino il trasporto a fune – ha concluso l'assessore Mellarini, – ha trovato spazio anche nel grande progetto di mobilità integrata denominato Metroland: asfalto, ferro e fune, insomma, sono i cardini del futuro, per una vivibilità migliore, per spostamenti più veloci e sicuri, ma anche per un turismo veramente a dimensione di uomo e di ambiente".
"Il futuro corre sul filo" è un film che narra la storia del trasporto a fune, ma delinea anche quale sarà il suo futuro, che scommette tutto sulla tecnologia. Se pensiamo che la prima funivia civile venne inaugurata a Bolzano nel 1908 e che il primo viaggio di quella di Sardagna risale al 1927, si può ben capire come la nostra regione possa a buon diritto essere chiamata la "capitale mondiale" del trasporto a fune.
La nascita dello sci come svago rappresentò il forte impulso a questi mezzi di trasporto. E' grazie alle prime olimpiadi invernali trasmesse in mondovisione da Cortina nel '56, al boom economico e agli exploit di grandi sciatori come Gustav Thoeni e Franz Klammer, che lo sci in meno di 20 anni, da sport d'élite diventa sport di massa. Una sfida per i costruttori di impianti a fune, chiamati a portare in vetta un numero sempre crescente di persone. Nel solo Trentino il numero di transiti annui è passato dai 100.000 del 1953 agli oltre 43 milioni del 1985 per sfiorare gli 80 milioni nel 2006. Gli impianti cosi detti a morsa fissa non sono più competitivi. I costruttori perfezionano un sistema detto ad “agganciamento temporaneo” che la ditta svizzera von Roll aveva già presentato nel 1945 e che permette di agganciare e sganciare automaticamente le vetture alla fune. In questo modo i passeggeri possono viaggiare più velocemente lungo il tragitto e rallentare nelle stazioni per effettuare salita e discesa in sicurezza e comodità. A partire dalla fine degli anni '70 cominciò a diffondersi il cosiddetto “agganciamento automatico”. Il Dolomiti Superski è oggi il comprensorio sciistico più rinomato. Nell'incomparabile contesto naturale conta oltre 1.200 chilometri di piste e 464 impianti di risalita utilizzabili con un unico biglietto. Come viaggiare da Parigi a Vienna senza mai togliersi gli sci.
Il video si sviluppa attraverso un viaggio fantastico nel cuore delle Alpi, le Dolomiti, nella regione funiviaria più grande al mondo. A cavallo delle Alpi centrali tra Salisburgo e Bregenz e da Trento a Innsbruck passando per Bolzano, in un'area poco più grande del territorio Sloveno, troviamo la più alta concentrazione al mondo di impianti di risalita, oltre 2.700, con una capacità oraria di quasi 3,5 milioni di persone e una lunghezza complessiva di quasi 2.000 Km. Questa regione è l'ombelico del mondo funiviario, il crogiuolo dove la tecnologia del trasporto a fune ha potuto svilupparsi. Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove uomini geniali e d'avanguardia hanno legato i loro nomi alla nascita di aziende storiche che le fasi economiche hanno fuso in due grandi multinazionali: l'austriaca Doppelmayr e la sudtirolese Leitner. Queste due aziende condividono il primato di leader mondiali del settore, spingendo verso l'alto l'asticella della gara alla realizzazione dell'impianto più innovativo, più sicuro, più ergonomico e più integrato del mondo. Gli ingegneri, i tecnici e gli architetti si esibiscono ogni volta in applicazioni speciali e particolari o, più normalmente, risolvono i problemi che gli impiantisti sottopongono loro, dai più semplici ai più complessi e arditi.
Appesi a impianti da record con viste mozzafiato, accompagnati da tecnici ed esperti, per capire il funzionamento e il segreto che si nasconde dietro la fabbricazione delle funi d’acciaio, in grado di sostenere pesi straordinari in tutta sicurezza. La posa di piloni ciclopici con mastodontici elicotteri e cavi d'acciaio lunghi chilometri. Le funi, cosiddette traenti o portanti-traenti, una volta tirate e montate sull'impianto devono essere chiuse ad anello per poter trasmettere il moto alle cabine. La chiusura dell'anello è una fase cruciale del montaggio di una fune, una pratica complessa e difficile, che richiede esperienza, tecnica e saper fare. Il delicato processo dell’impalmatura: un'operazione antica svolta a mano che permette di unirne i due capi di una fune senza ricorrere a collanti, resine o morsetti. Tramite l'impalmatura, la fune viene intrecciata a se stessa con lo stesso passo e con le stesse caratteristiche morfologiche, costituendo un anello unico senza soluzione di continuità. Un lavoro di grande responsabilità che non ammette errori e che non può essere affidato a nessuna macchina. L'impalmatore deve essere in grado di eseguire la congiunzione dei due capi in ogni ambiente e in ogni condizione atmosferica.
Con i tecnici del Latif, il Laboratorio Tecnologico Impianti a Fune di Trento nel video si possono capire quali standard di sicurezza e a quali severi controlli vengono sottoposti gli impianti in fase di collaudo con spettacolari test di carico e rottura dei materiali.
Infine uno sguardo al futuro, dove gli impianti a fune, non più confinati solo nei luoghi turistici, sono in grado di offrire soluzioni ecologiche alle città intasate dal traffico: i cosiddetti people mover, sistemi di trasporto urbano a fune sempre più diffusi nelle nostre città.
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