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Dieci anni fa, durante la guerra del Kossovo, ultima fase delle tragiche guerre balcaniche, la solidarietà trentina nei campi profughi di Kukes. Poi l'aiuto per la ricostruzione, concentratosi soprattutto nell’area di Peja/Pec, nord-ovest del Kossovo, inclusa l'enclave serba di Goraždevac. Fino al lavoro, difficile, importante, sull’elaborazione del conflitto, sulle nuove prospettive di convivenza e di sviluppo. Un impegno che continua, quello dei trentini in questa parte del mondo. Un impegno rinsaldato oggi dalla visita della delegazione kossovara, guidata dal sindaco di Peja/Pec Ali Berisha, al presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, assieme all'assessore alla solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami.
La delegazione - composta dai rappresentanti della municipalità di Pec/Peja, del Tavolo trentino con il Kossovo e delle associazioni kossovare che collaborano con il Tavolo - è in questi giorni in Trentino, per ricordare un impegno che ha rafforzato anche la Protezione civile trentina in tutte le sue componenti, nonché le associazioni che all'epoca si impegnarono concretamente per alleviare le sofferenze delle popolazioni coinvolte nel conflitto. L'obiettivo è inoltre quello di rilanciare tutta una serie di relazioni che, oltre al Kossovo, investono anche altre realtà, come Prijedor e Stivor in Bosnia Erzegovina, Kraljevo in Serbia, Niksic´ in Montenegro, Niš in Serbia e Scutari in Albania.
La delegazione è stata questo pomeriggio in visita in Provincia, dove ha incontrato il presidente Lorenzo Dellai e l'assessore alla solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami.
"Abbiamo alle spalle ormai dieci anni di collaborazioni - ha detto Dellai nel porgere al sindaco Berisha e ai suoi collaboratori (l'assessore alla sanità Xhafer Dema, il capo di Gabinetto Lirim Kurtaj, il capo della Divisione economica Afrim Selimaj) il benvenuto del Trentino - e ricordo di avere avuto io stesso il piacere di visitare, diversi anni fa, la vostra città. Sono dunque molto contento che il rapporto fra le nostre comunità sia cresciuto nel tempo. Il successo è dovuto al fatto che tante realtà del Trentino hanno dato il loro contributo alla costruzione di questa amicizia. Credo si tratti del metodo giusto per affrontare questo genere di collaborazioni. E' un rapporto nato in uno dei momenti più difficili della vostra esistenza; ci auguriamo possa crescere e svilupparsi ulteriormente in una nuova stagione di pace consolidata."
"Sono a Trento per la seconda volta - ha detto invece il sindaco Berisha - e trovo nuovamente ragioni per proseguire e approfondire la nostra amicizia. Tutte le persone che, dal Trentino, sono venute a Peja/Pec sono state altrettanti ambasciatori della vostra terra nel nostro Paese. L'aiuto del Trentino si è espresso in vari campi: ricostruzione e sviluppo (Pec/Peja era stata seriamente danneggiata durante il conflitto, 15.000 case e gran parte delle infrastrutture erano andate distrutte) , turismo, agricoltura. Nonostante vi siano ancora dei problemi, oggi le cose sono cambiate, anche sul piano della convivenza fra le diverse componenti del nostro tessuto sociale. Tutto questo sarebbe stato impossibile senza l'aiuto del Trentino."
Nel corso del pomeriggio la delegazione ha esaminato, assieme all'assessore Beltrami, una proposta di nuovo accordo. Con l'occasione l'assessore alla solidarietà internazionale della Provincia, dopo avere sottolineato a sua volta l'importanza di questo legame fra comunità, che prosegue nel tempo, ha richiamato l'attenzione anche sul ruolo delle associazioni create in Trentino dagli immigrati kossovari, che si stanno ritagliando un ruolo importante. "Si cresce lì, in Kossovo - ha detto - ma si cresce anche qui, in Trentino":
Questa sera alle 17.30 alle gallerie di Piedicastello la presentazione delle nuove proposte di turismo responsabile, curate dall'associazione "Viaggiare i balcani".
Domattina, nella sede dell'Associazione nazionale alpini, in vicolo Benassuti 1, a Trento, incontro e festa dei partner kossovari con i volontari e operatori trentini della Protezione civile, dei Nu.Vol.A., dei Vigili del fuoco, della Croce rossa e delle associazioni del Tavolo trentino con il Kossovo.
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