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COMUNICATO nr.453 |
del 02/22/2010 |
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A Cavalese il convegno su biogas e biometano BIOGAS COME FONTE ENERGETICA RINNOVABILE
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Giovedì 25 febbraio 2010 ad ore 14 si svolgerà a Cavalese il convegno su biogas e biometano. Riflettere sulle nuove frontiere dell’impiego del biogas/biometano e miscele metano-idrogeno nel settore dei trasporti è un modo intelligente per affrontare la sfida delle energie rinnovabili e un comportamento coerente per inserirsi nell’ambito del programma europeo “ Intelligent Energy for Europe”.
L’Unione Europea considera il biogas come fonte energetica rinnovabile ed esso rientra negli scenari dei carburanti per autotrazione che la vede impegnata a perseguire entro il 2020 l’ambizioso traguardo che prevede di coprire il 20% del fabbisogno energetico attraverso l’impiego delle rinnovabili.
Per quanto riguarda i biocarburanti nella quota sostituzione dei carburanti di origine fossile, ci si attende che almeno la metà della quota del 7-8% sia coperta dal biogas.
Esso deriva dal processo di fermentazione anaerobica dei reflui zootecnici, dell’industria agro-alimentare, dalla gassificazione della biomassa legnosa quest’ultima praticata a scopo dimostrativo in Austria, Svezia.
Le potenzialità legate alla produzione di biogas e del suo derivato, biometano, sono però enormi. Ci troviamo dinanzi ad una soluzione sfruttata in minima parte. Il convegno di Torino del 21 gennaio scorso ha evidenziato che se la produzione nazionale di biogas in Italia è attualmente di 200 milioni di metri cubi, il suo reale potenziale sarebbe di 54 miliardi di metri cubi.
In ambito di Unione europea si riflette la medesima sproporzione tra produzione odierna e reale potenzialità. Una ricerca in ambito europeo fatta da un Istituto in Germania ha evidenziato che essa sarebbe tale da poter mettere la U.E nelle condizioni di rinunciare alle importazioni di gas naturale dalla Russia , svincolandosi tra l’altro dai ricatti geopolitica che annualmente la vedono dipendere dagli esisti dei burrascosi rapporti tra Russia e Ucraina.
A livello territoriale la produzione di biogas-biometano e l’introduzione delle miscele idrogeno-metano nel settore dei trasporti riveste indubbi vantaggi.
Dal punto di vista ambientale il biometano consente di ridurre dal 20 al 100% le emissioni di CO2 in quanto con la raccolta dell’organico sul territorio e la sua fermentazione in appositi di gestori si va a recuperare quella quota di metano che altrimenti verrebbe liberata nell’atmosfera da parte dei residui organici lasciati allo stato libero sul territorio. Si parla di biometano ossia del prodotto derivato dal trattamento del bigas perché quest’ultimo non potrebbe essere utilizzato nei motori per via delle impurità che esso contiene. Da questo trattamento si ottiene appunto biometano che può essere inserito nella rete dei metanodotti, o destinato direttamente ad alimentare i motori delle autovetture e mezzi pesanti.
In questo ambito sviluppare dei progetti legati alla produzione di biometano permetterebbe di alimentare delle flotte di veicoli destinati al trasporto pubblico locale ad es. inseriti in un progetto di mobilità locale. Biometano e miscele metano idrogeno per avviare un percorso coerente e credibile che nei prossimi decenni ci introduca all’era dell’idrogeno in quanto a tutt’oggi sono delle tecnologie non ancora sufficientemente sviluppate.
Ma i vantaggi del biogas-biometano ricadono anche sul settore turistico ove è in continua crescita il numero di veicoli a metano e l’assenza di punti di distributori stradali spinge la potenziale clientela verso località opportunamente attrezzate con tali servizi. Anche il settore agricolo è direttamente coinvolto in questo dibattito.
La sempre più diffusa e scorretta pratica di distribuire sui prati i liquami liquidi oltre a provocare forti odori sul territorio, sta compromettendo la biodiversità rappresentata dalle essenze foraggere.
Il mutare del della natura dei terreni che di volta in volta diventano sempre più acidi sta portando alla scomparsa di fiori e erbe che conferiscono al latte ed ai suoi derivati quelle caratteristiche organolettiche tipiche di un determinato territorio. Sopravvivono insomma le essenze vegetali meno pregiate e meno appetibili per il bestiame. Dunque una contraddizione ad es. cercare una particolare certificazione del formaggio se la qualità dei foraggi è destinata progressivamente e peggiorare.
Un danno non solo per la qualità dei prodotti lattiero-caseari ma per il commercio e turismo stesso. Inoltre una opportunità per il recupero energetico all’interno delle stesse aziende agricole che vedrebbero ridurre i costi energetici che gravano sulle loro spalle.
In una realtà come quella che vede la provincia di Trento esportare i rifiuti organici verso altre province ma che in futuro si vedrà costretta a smaltire in proprio ciò che essa produce, Quest’iniziativa intende proporre delle riflessioni e delle soluzioni a vantaggio delle sue comunità con l’intento di dare le dovute risposte a coloro che guardano con diffidenza alla collocazione degli impianti per la produzione di biogas in casa propria.
Da una parte dunque la necessità di raggiungere un parziale o magari autosufficienza energetica che ci permetta di dipendere sempre meno dall’importazione di combustibili fossili puntando sulle rinnovabili e sulla rivalutazione delle potenzialità del territorio. Dall’altra il dovere di fornire risposte obiettive tecniche e non esclusivamente politiche nella pianificazione dei bisogni delle comunità.
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