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Il Trentino ha celebrato ieri sera, alle 20.30, presso la sala Filarmonica del capoluogo, la "Giornata internazionale della lingua madre" istituita dall'Unesco nel 1999. Gli studenti del Conservatorio Bonporti, diretti da Simonetta Bungaro, hanno eseguito "Passi" poemetto musicale del compositore Armando Franceschini dedicato alle tre minoranze linguistiche trentine: cimbri, mocheni e ladini.
La musica è il linguaggio che più aspira ad essere condiviso. Quello che valica i confini delle terre in cui nasce. Persone che parlano lingue diverse possono comprendere e apprezzare la stessa musica. Attraverso questo linguaggio dunque il Trentino ha festeggiato ieri sera, presso la Sala Filarmonica del capoluogo, la Giornata della lingua madre. I ragazzi del conservatorio Bonporti, diretti dalla curatrice del laboratorio “Mondisonoriensemble” Simonetta Bungaro, hanno interpretato il poemetto musicale “Passi” di Armando Franceschini, presente in sala. Il compositore - che dal 1989 al 2005 è stato anche direttore del Conservatorio di Trento - ha realizzato un'opera in cui la musica unisce e ripercorre i suoni, i colori, le ambientazioni legate alle tre minoranze linguistiche trentine: cimbri, mocheni e ladini.
L'opera si compone di tre parti - "Lusern", "Bersnotler" e "Ladins" - ciascuna delle quali suddivisa in cinque brani, quattro strumentali (flauto, fagotto, pianoforte, fisarmonica, violino, viola, violoncello) e una ninna nanna per strumenti e voce femminile. Ogni parte è stata preceduta dalla lettura di tre poesie in lingua originale: "Vortzaigetmar" ("Perdonatemi" in cimbro) di Andrea Nicolussi Golo, "S plob en vèlt" ("Il blu nella campagna" in mocheno) di Leo Toller, "Vèresc" di Stefano Dellantonio ("Passi" in ladino). Il primo e il terzo brano sono stati letti dagli autori stessi, mentre il secondo è stato affidato alla voce di Sara Toller.
Nel corso dell'esibizione sono state proiettate fotografie dei luoghi di origine delle tre minoranze, a cura di Giorgio Moser. Immagini, musica, parole. La vista e l'udito degli spettatori hanno percorso un itinerario attraverso culture che stanno alla base dell'identità trentina. Il pubblico ha avuto così la possibilità di riflettere sull'importanza della lingua, di tutte le lingue, tanto come luoghi di espressione della cultura di un popolo, quanto come strumenti di formazione di quella cultura stessa.
La serata, presentata da Lucia Maccani, è stata organizzata dalla Provincia autonoma di Trento-Servizio promozione minoranze linguistiche locali, in collaborazione con gli Istituti culturali, ladino, mocheno e cimbro.
La giornata internazionale della lingua madre istituita nel 1999 dall'Unesco su proposta dello stato del Bangladesh, si celebra il 21 febbraio, un data scelta in ricordo della sollevazione in difesa della lingua Bangla. (am)
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