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"Talvolta c'è l'impressione che quando si discute delle questioni che hanno a che fare con il mondo della scuola, ci si dimentichi del grande insegnamento di don Milani: la scuola è per i ragazzi. Tutto il resto non può che venire dopo". Così Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento, ha concluso oggi il suo intervento all'incontro, presso l'aula magna del Centro di formazione professionale Enaip di Primiero, a Transacqua, dove si festeggiavano appunto i 50 anni della struttura. Una festa che ha richiamato un folto pubblico: studenti, insegnanti e personale della scuola, ma anche autorità, ex studenti, genitori. Tutti insieme per celebrare un momento importante nella vita della comunità del Primiero. E dopo l'incontro, buffet predisposto proprio dagli allievi di un altro Centro di formazione professionale, quello di Tesero. Quasi a testimoniare quella "necessità di filiera, di patto territoriale che deve essere prima di tutto patto formativo", sul quale ha molto insistito, nel suo intervento, il presidente Dellai.
A ripercorrere i 50 anni di vita dell'Enaip di Primiero, ma anche a delineare gli anni a venire ("nessuno lo mette in discussione, semmai insieme vanno individuati nuovi percorsi e nuove opportunità, a partire dalla comunità" ha detto Dellai) sono stati Fausto Eccher, direttore del Centro; Gianvittore Alberti, ex allievo; Mariano Grisotto, ex allievo; Gianluigi Bozza, presidente Enaip Trentino; Cristiano Trotter, presidente Comunità di Valle Primiero. E, in chiusura, la stretta di mano simbolica tra il presidente Dellai e il figlio di Attilio Rigotti, che del Centro fu il primo, indimenticato direttore.
"Quello che emerge nettamente da questa festa per i 50 anni - ha detto il presidente Dellai - è l'insieme di persone e valori, culturali e civili, che danno il senso della coesione di una comunità. Ma questi valori - testimonianza, formazione, educazione - hanno bisogno di manutenzione. Anche questo è il ruolo delle ACLI, è anche con gli investimenti sulla formazione che questi valori vivono. Dobbiamo dirlo con orgoglio: la formazione professionale trentina non ha uguali in Italia, e in Trentino formazione professionale vuol dire Enaip. E' giusto ricordare l'intuizione di chi, penso al presidente Bruno Kessler, seppe individuare tra le opzioni strategiche del Trentino quella della formazione professionale".
"In questi Centri - ha continuato Dellai - non vive solo una opportunità di studio legata al lavoro, ma anche una occasione di crescita integrale, una coscienza dei diritti e dei doveri che richiama l'esperienza delle scuole di don Milani. In questi 50 anni è stato fatto un grande investimento sulle risorse umane ed è ora e tempo di sconfiggere quei tanti, e sono ancora troppi, che dipingono la formazione professionale come scuola di serie B. No: qui si parla di serie A, si parla di Centri dai quali è uscita, in mezzo secolo, parte della classe dirigente trentina. Oggi come allora serve dunque una visione di futuro. Con una differenza: allora si trattava di ricostruire il Trentino, oggi si deve operare con grandi investimenti sulle risorse umane. Non abbiamo alibi: dobbiamo avere il gusto di una visione, anche di lungo respiro, che sappia delineare gli scenari per il cammino che ci aspetta. Io credo che dentro le Comunità di valle il patto territoriale, che è molto di più di semplice gestione delle cose, debba appunto essere, prima di tutto, patto formativo".
"Lo dobbiamo anche perseguire con passione - ha concluso Dellai - per contrastare l'oscena caricatura della realtà, dei giovani, delle donne che troppo spesso dobbiamo subire quando accendiamo la televisione. Lo vogliamo anche per respingere talune semplificazioni mediatiche che vorrebbero, anche in Trentino, l'universo giovanile ridotto solo al fenomeno del bullismo. Quando, per fortuna, è ben altro, come anche la festa di oggi, per i 50 anni dell'Enaip di Primiero, ha detto chiaro". (cm)
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