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Una politica efficace per garantire il futuro delle aree montane deve cercare di integrare maggiormente il sostegno diretto ai produttori agricoli e nel contempo offrire strumenti importanti per la valorizzazione della qualità e della distintività dei prodotti di montagna, in una logica integrata con le altre componenti dell’economia locale, a partire dal turismo. Lo ha affermato Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, intervenuto, stamane, alla sala della Cooperazione, ad Agricoltura Duemilaventi.
“Le zone di montagna, che interessano il 21 per cento del territorio europeo, rappresentano per l’Europa intera un patrimonio naturale e culturale di straordinaria importanza” ha sottolineato De Castro. In questo contesto l’agricoltura di montagna riguarda il 18 % delle imprese agricole, il 15% della superficie agricola utilizzata e il 18% degli addetti agricoli dell’Unione Europea. “Si tratta - ha sottolineato - di un sistema vitale dal punto di vista economico, che poggia la sua competitività soprattutto sulla capacità di valorizzare il rapporto tra produzione alimentare e territorio”.
In questo quadro vanno considerate però le debolezze strutturali e territoriali: l’agricoltura di montagna risulta, infatti, fortemente svantaggiata rispetto a quella praticata in altri contesti territoriali, a causa dell’orografia sfavorevole, dei terreni poco produttivi e del clima più rigido, che riducono sensibilmente la sua capacità competitiva. La difficile situazione economica delle aziende agricole in queste aree costringe la maggior parte degli agricoltori ad integrare il reddito agricolo con occupazioni di altro tipo; il lavoro, inoltre, è faticoso, e sempre meno attraente, soprattutto nei contesti più isolati. A causa di questi svantaggi la produttività di queste aree sarà sempre inferiore a quella resa possibile dai sistemi automatizzati utilizzati in pianura e nelle valli.
Ne deriva che nel progettare la politica agricola del futuro, tra l’altro la prima a rivolgersi specificatamente alle regioni montane a livello europeo (Direttiva 75/268), si rende necessario, per Paolo De Castro, un rafforzamento e una maggiore qualificazione dell’intervento pubblico per conservare e sviluppare l’agricoltura in queste zone. Serve, in particolare, un potenziamento delle capacità progettuali e gestionali degli attori locali; vanno, al contempo, valorizzati i processi di cooperazione fra aree montane e fra queste e i territori non montani. Servono, in sintesi, politiche e risorse adeguate.
“Occorre riflettere – ha concluso De Castro- su come garantire la continuità nel tempo dei servizi offerti dagli agricoltori di montagna, su quali opzioni di politica agricola perseguire affinché possa essere stimolata la loro espansione e il loro livello”. (sc)
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