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COMUNICATO nr.216

del 01/29/2010

allegati

Agricoltura Duemilaventi/5: le organizzazioni agricole a confronto
DALLA TEORIA ALLA PRATICA: DA CONDIVIDERE CON I COMPONENTI DEL TAVOLO VERDE


di Lorenzo Rotondi

Con Franz Fischler moderatore d'eccezione i rappresentanti delle organizzazioni agricole si sono confrontati in una tavola rotonda che già nel titolo dichiarava l'intenzione di passare dalla teoria alla pratica in materia di agricoltura e delle sue prospettive. Attorno al tavolo, presso la sala della Cooperazione, si sono scambiati la loro visione delle cose e le proposte di intervento concreto Diego Schelfi, presidente della Federazione trentina della cooperazione, Francesco Salamini, presidente della Fondazione Edmund Mach, Gabriele Calliari, presidente di Coldiretti di Trento, Flavio Pezzi, presidente della Confederazione italiana agricoltori di Trento, Benno Endrizzi, presidente di Confagricoltura del Trentino, Sergio Branz, presidente dell'Associazione contadini trentini e Agelo Parolari, presidente della Federazione coltivatori trentini.



"Serve più cooperazione, di qualità, vera e forte": questo slogan riassume il senso dell'intervento di Diego Schelfi che ha messo in guardia da chi ha risposte troppo semplici ad un tema che invece è complesso come quello dell'agricoltura, specialmente se di montagna e in una zona particolare come il Trentino. Schelfi ha spiegato che chi incontra maggiori difficoltà, o fa più fatica ad uscirne, è chi decide di andare da solo, mentre la forza della cooperazione è quella di essere in grado di fare innovazione, filiera e intersettorialità mettendo assieme, favorendo le collaborazioni.
Ha posto grande attenzione al tema della sostenibilità e agli effetti della globalizzazione Francesco Salamini che ha ricordato, semplificando con un esempio, che "Chi mangia carne in Cina taglia piante in Brasile", riferendosi alla coltivazione della soia, in costante aumento nel paese sudamericano, ed al suo crescente consumo per l'allevamento in oriente. "La scommessa - ha aggiunto Salamini - è produrre un'agricoltura intensiva ma a basso input, a basso uso di risorse naturali". Per far questo un grande contributo viene dalla ricerca e dall'innovazione. "Gli uomini - ha concluso - sono parte della soluzione, non del problema".
Secondo Flavio Pezzi si deve puntare ad un'agricoltura sostenibile, in grado di dare prodotti d'eccellenza, che abbia attenzione al territorio. Gli agricoltori, ha detto, devono avere un reddito adeguato, si deve puntare sull'associazionismo valorizzando la responsabilità individuale di chi gestisce. Da parte dell'ente pubblico, ha concluso, servono controlli tecnici approfonditi e capacità anche di dire no, quando serve. Servizi efficienti, un sistema formativo e formativo capillare, un piano per la zootecnia di montagna e l'investimento nel settore dell'agriturismo sono, secondo Pezzi, elementi essenziali per l'agricoltura dei prossimi anni.
Gabriele Calliari ha proposto di affidare all'università uno studio, autorevole, sul vero valore della produzione agricola, in termini economici ma anche sociali. Ha chiesto formazione tecnica per gli agricoltori e assistenza tecnica adeguata. "Senza la Cooperazione - ha detto Calliari - il Trentino oggi non sarebbe quello che è. Serve però maggiore capacità di aggregazione e grande attenzione ai giovani".
Benno Endrizzi ha posto l'accento sull'importanza del bilancio delle aziende agricole e quindi sul tema della remunerazione del lavoro in campagna. Ha chiesto alla Cooperazione lo sforzo di aggiornare ai tempi i propri statuti e le regole di funzionamento. Ha proposto infine l'utilizzo di un parco macchine comune, almeno per le attrezzature non indispensabili ogni giorno, per abbattere alcuni costi fissi che gravano sulle aziende.
Sergio Branz ha chiesto impegno nei confronti delle realtà più periferiche e nel campo della formazione dei giovani ai quali andrebbe fatto capire maggiormente il ruolo dell'agricoltura per tutta la comunità.
Angelo Parolari ha proposto di puntare alla qualità delle produzioni senza dimenticare che per affrontare il mercato è necessaria anche una certa massa critica di prodotto. Ha sottolineato la grande opportunità per il Trentino di avere sul proprio territorio un centro di formazione e di supporto come la Fondazione Edmund Mach di S. Michele all'Adige.







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