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COMUNICATO nr.204

del 01/29/2010

allegati

Agricoltura 2020/2: l'intervento del presidente Adriano Dalpez
IL RUOLO DELLA CAMERA DI COMMERCIO PER LO SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA TRENTINA


di Lorenzo Rotondi

Un equilibrio irrinunciabile fra tradizione, innovazione e contemporaneità; certificazione di prodotto; qualità organolettica; salubrità; rispetto dell’ambiente; intersettorialità: sono le sfide principali per l'agricoltura di oggi secondo Adriano Dalpez, presidente della Camera di Commercio di Trento, intervenuto questa mattina ad "Agricoltura duemilaventi" proprio per parlare del ruolo di questo ente nello sviluppo dell'agricoltura trentina.



"In una terra come il Trentino - ha detto Dalpez - dove l’attività agricola, oltre che un’importante componente economica, è un forte elemento di identità, nel quale si fondono storia e tradizione, ed è un patrimonio di straordinario valore e una dimensione economica e sociale caratterizzante del nostro territorio, la Camera di Commercio è alleata dell'agricoltura e vuole accompagnarne le scelte per il futuro."
Dalpez ha ricordato il grande impegno che da sempre caratterizza il rapporto tra Camera di Commercio e mondo agricolo, fino ad arrivare all'attuale accordo di programma, che disciplina le funzioni delegate dalla Provincia autonoma di Trento, nella cui cornice trovano spazio le attività di studio e promozione del comparto agroalimentare, e che è il riconoscimento di un patrimonio di conoscenze e di operatività che fa della Camera di Commercio di Trento un soggetto attivo nella valorizzazione della componente agricola, agroalimentare ed enogastronomica del sistema economico trentino.
"Promuovere e valorizzare - ha aggiunto Dalpez - significa innanzitutto conoscere: non c’è promozione senza conoscenza. Per questo oggi è quanto mai urgente analizzare, definire ed individuare gli aspetti agroalimentari che compongono l’identità locale e la differenziano da quella di altri territori. Individuare il “tipico” è la premessa di ogni strategia di marketing dei prodotti tradizionali. Non è questione di etichette, non basta proclamare qualcosa come “tipico” per dar vita ad un patrimonio enogastronomico tradizionale. Operazioni di lifting, di marketing di facciata non sono degne delle nostre tradizioni."
Tutto ciò non è però sinonimo di chiusura in quanto le regioni alpine sono da sempre aree di contatto e di contaminazione. Il Trentino è un terreno ricettivo, aperto al cambiamento, e al tempo stesso custode delle proprie tradizioni. Oggi, ha spiegato Dalpez, non c’è identità senza cambiamento e la tradizione sopravvive solo nella ricerca continua di un equilibrio con l’innovazione.
Parlando del comparto vitivinicolo, il presidente della Camera di Commercio di Trento ha ricordato le ripercussioni della crisi congiunturale che ha ridotto i margini di redditività. Ma ha sottolineato anche come in questi anni l’alta remunerazione delle uve trentine sia stata sostenuta anche da una forte commercializzazione di prodotto extraterritoriale. Un altro aspetto su cui si è soffermato è quello dei nostri disciplinari di produzione, che sono inclini ad ammettere rese per ettaro piuttosto elevate.
Tra i punti di forza ha citato il tessuto delle microimprese impegnate in una politica per la qualità condivisa anche dai grandi gruppi. Nella capacità di dialogo e di relazione fra queste realtà sta, secondo Dalpez, la grande sfida del settore.
Il vino trentino, ha ribadito, ha sempre più bisogno di collaborazione fra piccole e grandi realtà, fra soggetti pubblici e privati. A questo proposito ha citato TRENTODOC, il marchio collettivo, nato per iniziativa pubblica, che riunisce i 28 produttori di bollicine trentine metodo classico e che nel giro di pochi anni è diventato un brand riconosciuto ed apprezzato.
La frutticoltura trentina, ha detto inoltre Dalpez, è un comparto solido e dinamico, anche grazie all'apporto della ricerca scientifica impegnata, attraverso l’Istituto agrario di San Michele all’Adige, nella selezione di cloni più resistenti alle minacce ambientali.
Nel settore lattiero-caseario, a concluso Dalpez, a fronte dell’alta qualità del latte trentino, la gran parte dei prodotti lamenta ancora una carenza di immagine e di riconoscibilità. Riflessioni analoghe valgono anche per il settore delle carni lavorate per cui, tranne qualche esempio, il patrimonio tradizionale manca di identità definita o è legata a quella del prodotto altoatesino.
Il prodotto tipico, ha concluso, rappresenta il dialogo vitale fra società rurale ed urbana, fra città e campagna, fra agricoltura e turismo. C'è da lavorare ancora però per la valorizzazione della filiera corta, per incentivare il dialogo tra produttori, distributori e ristoratori, fra città e campagna, fra agricoltura e turismo.







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