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Il presidente Lorenzo Dellai ha chiuso oggi la giornata dedicata all'agricoltura esortando il settore a coltivare verità, generosità ed entusiasmo, tenendo conto dei segnali di difficoltà ma anche del fatto che il Trentino è "uno dei pochi lembi di territorio alpino in cui i processi di abbandono della campagna hanno avuto minore riscontro". Riguardo alle questioni fondamentali, il Trentino ha già fatto scelte importanti sul versante dell'investimento in risorse umane, della tutela e valorizzazione del territorio, della ricerca e della conoscenza; serve però uno sforzo maggiore sul duplice versante del rapporto con il mercato e della visione d'insieme. Nei confronti dell'Unione europea, secondo Dellai, la questione fondamentale non è tanto di avanzare rivendicazioni economiche quanto di richiedere più strumenti di gestione, più autonomia e autogoverno assieme ad altri territori dell'arco alpino. In quanto alla Provincia, essa "fa quel che può e quel che deve; ma chiaramente non si cambiano le cose con una delibera. Le risorse ci sono, a disposizione di progetti strategici, che possono essere difficili e 'costosi'. Per realizzarli, è necessario un impegno corale."
Verità ed entusiasmo: questi, secondo il presidente Dellai, i due bisogni fondamentali, potremmo dire i due prerequisiti che il mondo agricolo deve possedere. Riguardo al primo punto, Dellai ha ringraziato l'ex-Commissario europeo Fisher "perché, nel corso degli incontri preparatori a questa giornata, ha fatto 'il pelo e il contropelo' ai diversi soggetti coinvolti, cooperazione, imprese, istituto di San Michele. Dobbiamo mettere da parte una certa autoreferenzialità, essere più rigorosi con noi stessi".
Per Dellai, però, "abbiamo anche bisogno di più entusiasmo e generosità. In questi anni ho spesso incontrato dei singoli imprenditori agricoli, anche in momenti difficili, a volte drammatici; devo dire che a volte ho trovato più entusiasmo e visione lì di quante non ne abbia trovate nel dibattito di oggi. Naturalmente queste doti devono essere possedute da tutti. A partire dalla classe dirigente. Dispensando scetticismo non si aiuta nessuno".
Dopo avere lodato l'intervista al ministro alle politiche agricole Luca Zaia pubblicata oggi su un quotidiano, "non solo perché corregge una percezione negativa che si era diffusa nei giorni scorsi riguardo a questo evento, ma anche perché il ministro riconosce uno sforzo, un percorso che stiamo facendo", Dellai si è soffermato sui "fondamentali".
In primo luogo l'investimento sulle risorse umane, a proposito del quale il Trentino non ha mai avuto dubbi. "Dobbiamo però investire anche sulle competenze imprenditoriali; non basta essere bravi tecnici, bisogna anche essere bravi imprenditori agricoli".
In secondo luogo il territorio: "Siamo tra le poche regioni che con il Pup ha inserito nelle sue leggi il principio dell'inviolabilità del territorio agricolo. Dobbiamo comunicare con maggiore convinzione le scelte che abbiamo fatto, non è possibile che a fronte di una politica estremamente rigorosa sull'uso di sostanze nocive in agricoltura ci ritroviamo un giorno su due sul banco degli imputati."
Quindi la conoscenza, intesa in particolare come ricerca scientifica, quella condotta dalla Fondazione Mach a San Michele: "Sarà sempre più determinante, bisogna guardare ad essa con fiducia, non con paura."
Rimangono altri due fondamentali, sui quali è necessario un maggiore impegno. Il primo riguarda il mercato: "Non dobbiamo esserne asserviti - ha detto Dellai - ma neanche rimanere avulsi da esso. Servono strumenti nuovi per proporsi sui mercati globali; non è possibile che, solo per fare un piccolo esempio, recentemente, nella carta dei vini di un importante ristorante di Rimini, abbia visto 23 vini altoatesini e uno solo Trentino".
Infine, è necessaria una visione d'insieme, che abbracci stili di vita, idee e valori legati all'agricoltura. "E' qui che i temi di cui abbiamo discusso oggi diventano trasversali, investono il tessuto della società nel suo complesso, il senso stesso del nostro stare assieme."
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