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Il Trentino

N. 237 - Dicembre 2000
Trasporti
PROGRAMMA INTERVENTI PIANO 1999-2003
Piste ciclabili in Trentino
Quattocento chilometri per le due ruote
Pierluigi Dal Rì




Oltre ai suoi campioni del mondo, ai ciclisti professionisti che vincono sulle strade d'Europa ed alle medaglie olimpiche, gli amanti delle biciclette del Trentino sono fieri ed orgogliosi nel veder prender luce una delle più belle ed articolate reti di piste ciclabili, programmate e realizzate dal Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale per collegare tutto il Trentino, favorendo così, oltre ad una mobilità interna in perfetta sicurezza, anche il ciclismo come svago per le famiglie, quel cicloturismo di nicchia interessante, per le presenze turistiche compatibili con l'ambiente, capaci di valorizzare luoghi, locali ed aziende agrituristiche, locande e settori commerciali sino ad ora fuori dai grandi mercati, far conoscere percorsi di sicuro fascino e suggestione lungo fiumi, torrenti e laghi, arricchendo così le proposte d'occasione per una vacanza attiva, con un nastro di 400 chilometri di buoni percorsi che toccano, a lavori ultimati, tutto il ricco e morfologicamente impegnativo territorio trentino, dalle Dolomiti al Garda.







Del piano generale delle piste si è fin qui data priorità alla realizzazione delle piste di fondovalle, utilizzando argini fluviali, terreni demaniali, strade interponderali e vicinali, relitti dismessi e sedimi di ferrovie smantellate, cogliendo l'occasione per ripulire qualche lembo degradato ed abbandonato.




Si è cercato ed ottenuto la collaborazione di molte amministrazioni comunali e di comitati spontanei che si sono fatti carico di proporre, promuovere e collaborare per la realizzazione delle piste ciclabili nei loro territori.
Ora i chilometri realizzati sono quasi 300, aperti e gestiti direttamente dalla Provincia, utilizzando per la manutenzione ordinaria persone del cosiddetto comparto dei lavori socialmente utili.
L'argomento è ormai d'attualità, tutte le Regioni d'Italia e d'Europa pensano a pianificare e realizzare piste ciclabili ed il Trentino che ha avviato questa attività oltre 10 anni fa si trova all'avanguardia, beneficiario di contributi europei e del Ministero dell'Ambiente che ha riconosciuto alla nostra Provincia il merito di aver programmato bene e redatto progetti di qualità a tempo debito, mettendosi così in condizione di poter accedere a quei fondi che consentono di completare la rete e di migliorarla, divenendo altresì meta per tecnici e amministratori di altre Regioni che cercano di copiarci l'esperienza, citata spesso come esempio anche dalle riviste specializzate.






La pista ciclabile, anche se nel mondo delle strade è un po' la cenerentola, richiede un impegno nella sua realizzazione e nella sua manutenzione. L'iter progettuale e burocratico è simile, se non identico, a quello necessario per realizzare un'autostrada, ha bisogno di approfondimenti, dibattiti, soluzioni tecniche particolari e speciali, perché deve risultare una struttura leggera, capace di inserirsi nel territorio per valorizzarlo, per migliorare la qualità della vita, creare percorsi che leghino i paesi fra loro, studiare un suo possibile utilizzo durante l'arco di tutto l'anno, sia nella stagione delle biciclette, sia in quello delle passeggiate come nelle valli più montane anche per chi le trasforma in momentanee piste per lo sci da fondo, come avviene nelle Valli di Fiemme e Fassa sede della marcialonga.




Spesso le piste si sono rilevate una fonte generosa per soddisfare esigenze sportive, luoghi di svago ove la gente trova spunti per una relazione sociale, dove s'ama incontrarsi e passare delle ore di tempo libero utilizzando i luoghi di sosta, i punti di raduno, mescolando residenti e turisti, passare da una località all'altra, recarsi nei vari centri sportivi o di servizio che negli ambiti territoriali sono solitamente distribuiti per un servizio a base d'utenza sovracomunale.
Emblematico è il successo in Primiero e nell'alto Garda ad esempio ove, l'apertura della pista ha messo in relazione una comunità che prima aveva solo come unica via di collegamento una statale trafficata e quindi inibita a quelle attività di passeggio e cicloturismo sempre più incompatibili, stante l'alto tasso di traffico registrabile sulla viabilità trentina.
Pista ciclabile in Trentino significa poi sicurezza dei suoi percorsi, con ponti dedicati, sottopassi e sovrapassi, segnaletica specifica per assicurare alle famiglie con bambini al seguito di avventurarsi in gite ove anche i più piccoli possano veder allungato il guinzaglio dei genitori. Sulle piste si è limitato al minimo indispensabile i tratti promiscui con il traffico automobilistico, si è cercato di contenerli con la prospettiva di eliminarli, registrando una diffusa e corale richiesta per incentivare soprattutto i giovani. L'uso di questo mezzo, senza le piste ciclabili sarebbe andato perduto, per la evidente incompatibilità fra il mezzo di trasporto bicicletta e le autovetture sulla rete stradale trentina ed i minori, anche se accompagnati, non avrebbero potuto forse mai diventare degli amanti di questo sport se una pista ciclabile non avesse permesso loro di ospitarli per i primi colpi di pedale.
Perdere un approccio culturale fra le giovani generazioni e la bicicletta sarebbe stato sicuramente una grande perdita, interrompere il filo di tradizioni e di storia che in Trentino ha sempre legato, soprattutto come elemento di pratica sportiva, questo attrezzo con il tempo libero e la voglia di mobilità.




Le piste ciclabili realizzate e consegnate al traffico sono vere e proprie miniere di attrazione, ben curate e promosse dalle aziende di promozione turistica, dagli operatori economici di valle, dalle società sportive e dalle associazioni che hanno a cuore il turismo all'aria aperta, segnalate e consigliate a volte anche troppo al punto da risultare spesso sovraffollate, con qualche problema di convivenza fra quanti le usano, dovendo richiamare tutti gli utenti alle più elementari regole di convivenza civile più che al rispetto del codice della strada.
Tutto ciò conforta chi ha lavorato per questo obiettivo e rende grande soddisfazione rilevare ed ammirare lungo i suoi percorsi gente spensierata e tranquilla che si avventura per ammirare lungo affascinanti percorsi che toccano lembi di territorio incontaminato, pedalare a fianco di corsi d'acqua che accompagnano i ciclisti con le loro musiche, respirare i silenzi dei biotopi o di zone umide, aree di pregio ambientale, culturale, etnografico e naturalistico che prima non si conoscevano, avventurarsi nelle zone agricole più nobili e ben coltivate del Trentino e conoscere così anche il lavoro del mondo agricolo, con piste che portano spesso il cittadino a contatto con le loro coltivazioni, fiancheggiando vigneti, frutteti, coltivazioni d'asparagi e fragole, piste che si snodano sotto ciliegi e castagni, che transitano vicino a stalle e pascoli, a fianco di troticolture e cantine incuriosendo così i cicloturisti verso le attività agricole trentine, ristabilendo un nuovo rapporto fra città e campagna.





Cicloturismo è anche saper cogliere un'occasione per aprire il mondo agricolo e le sue strutture d'accoglienza verso questo target di utenti, come già avviene in altri paesi europei, clienti ideali per strutture modeste ma genuine, che sanno apprezzare l'ospitalità ed i sapori particolari fuori da quei circuiti del grande turismo che viene comunque inseguito per quei centri di più nota e radicata fama.
Le piste ciclabili sono una risorsa per l'uomo, per la sua economia di valle, per la mobilità interna e per la qualità della vita di chi vive nei paesi trentini, per una proposta turistica nuova ed accattivante che può far parlar bene di un territorio già dentro quell'Europa delle attenzioni per l'ambiente, dagli investimenti minimi ma di grande pregnanza, per quella saggia sapienza con cui si vuole distribuire le risorse date da quel patrimonio di clienti del turismo trentino che non viaggia solo con i grandi pullman attraverso le grandi agenzie o destinato solo ai grandi alberghi.
Questo target si accontenta di poco, anche se non può venir meno la gentilezza, la cortesia, il calore di un'ospitalità che va certamente rispolverata dall'album di famiglia di quel Trentino che è nato turistico così.


Numero 237 - Dicembre 2000 - Piste ciclabili in Trentino